Da una parte le immagini delle ambulanze in fila all’esterno delle principali strutture ospedaliere napoletane e gli appelli dei medici in prima linea; dall’altra la capienza dichiarata di posti letto negli ospedali regionali, nei bollettini giornalieri dell’Unità di Crisi della Regione Campania ma anche dalle stesse comunicazioni social del governatore Vincenzo De Luca.

Una discordanza troppo evidente per non indurre la Procura di Napoli ad aprire un’inchiesta finalizzata a scoprire quale è la verità. Un’inchiesta su cui al momento stanno lavorando i Pubblici Ministeri  Mariella Di Mauro e Simone De Roxas. Il tentativo è quello di venire a capo dell’incredibile balletto di numeri, culminato durante la notte tra il 5 e 6 novembre scorso nel raddoppio di posti letto e terapie intensive.

Era il il 5 novembre scorso infatti, in quelle ore in cui al Ministero stavano decidendo in quale zona collocare le Regioni, che il bollettino della Regione Campania pubblicava gli aggiornamenti dei dati:

  • posti letto di terapia intensiva 243 (di cui 174 già occupati);
  • posti letto di degenza 1940 (di cui 1608 già occupati).

Si trattava di posti letto, come precisava lo stesso bollettino regionale, attivabili, vale a dire non disponibili da subito, ma solo in caso di necessità.

Passavano appena 24 ore e quei posti praticamente raddoppiavano e non erano neanche più attivabili, ma già tutti disponibili.

Il 6 novembre infatti la situazione diventava:

  • posti letto di terapia intensiva 590 (di cui 180 già occupati);
  • posti letto di degenza 3160 (di cui 1677 già occupati).

Tutto questo mentre dagli ospedali, soprattutto quelli del napoletano, si continuavano a segnalare enormi criticità.

Insomma quel miracolo annunciato dal Governatore sembrava cozzare con la realtà dei fatti.

Questo valzer di numeri, però, come più volte segnalate dal nostro blog, va avanti ormai da settimane. Basti pensare che l’11 ottobre, il primo giorno in cui il report regionale si arricchiva di queste due voci:

  • i posti di terapia intensiva erano 110;
  • i posti letto appena 820.

Ora, siccome appare anche verosimile che l’aumento dei posti letto di degenze sia stato possibile grazie alla conversione di interi reparti ospedalieri da reparti ordinari a reparti COVID, qualche dubbio in più si nutre sulle terapie intensive.

L’ultimo prodigio, 347 posti di terapia intensiva recuperati in poche ore e soprattutto da subito disponibili, appaiono davvero strani. Perché significa che quei posti sono totalmente funzionali, sia perché dotati delle occorrenti attrezzature, sia perché assistiti dal necessario personale che sino ad ora si diceva mancasse.

Sullo sfondo, poi, occorre rammentare la partita a scacchi che il Governatore De Luca sta giocando con il Governo. Lo Sceriffo preso atto che la situazione è ormai totalmente fuori controllo, in particolare nell’area metropolitana di Napoli ed in vaste zone del Casertano, continua ad invocare a gran voce un nuovo lockdown nazionale, dall’altra vuole evitare a tutti i costi che questo lockdown (travestito da zona arancione o peggio ancora rossa) colpisca solo alcune Regioni e che tra queste ci sia proprio la sua.

Il motivo è semplice: il lockdown nazionale non sarebbe una sua sconfitta politica, la zona arancione o rossa, soprattutto se cagionata da una cattiva organizzazione del sistema sanitario, sarebbe un terribile schiaffone.

Il suo mito da Supereroe che in questi mesi ha provato a costruirsi subirebbe una pesante mortificazione.

In mezzo ci sono i cittadini che non ci stanno capendo più nulla e a cui non resta che il più classico…

…che Iddio ce la mandi buona.