Si avvicina il Natale.

“È Natale e a Natale si può fare di più, è Natale e a Natale si può amare di più, è Natale e a Natale si può fare di più”.

Recita così il ritornello della canzoncina ripresa anche da un noto spot televisivo.

Una sorta di rielaborazione melodica del detto: “A Natale son tutti più buoni“.

Così dicono, almeno.

Io, però,  non rientro nella categoria di chi in questi giorni si sente più predisposto ai buonismi.

Anzi.

Sarà il fatto che tra visite, regali e allestimenti vari,  siam tutti più affaccendati, ma mi sento più stressata del solito.

Le strade sono invase da file di auto e bus, con gli scooter che si prodigano in acrobatici zig-zag per riuscire ad infilarsi.

Gente trafelata si affaccenda anche a piedi, si riversa caotica sui marciapiedi oppure attraversa all’improvviso, mai sulle strisce.

Stamane, mentre ero in auto, imbottigliata nel traffico, una signora con cagnolino al seguito è sbucata all’improvviso da una jeep parcheggiata in seconda fila. Per poco me la ritrovavo catapultata sul cofano, insieme alla sua bestiola… fortuna ho avuto il tempismo di non investirla. Mi ha anche guardata di traverso, magari si aspettava  frenassi prima ancora di vederla spuntare!

“È Natale e a Natale si può fare di più, è Natale e a Natale si può amare di più, è Natale e a Natale si può fare di più”.

Se lungo le strade c’è il delirio, i negozi  non sono certo da meno.

I commessi appaiono più taciturni e scontrosi del solito, l’altro pomeriggio, al supermercato, ne ho visto uno barcollante su una scala, intento ad appendere delle decorazioni.

“Non addobbo casa, vedi un po’ se devo perdere tempo qui!” bofonchiava a denti stretti.

Gli ho fatto un sorriso di circostanza e mi sono avventurata alla chilometrica fila della cassa per pagare la mia piccola spesa. Avevo solo cinque pezzi, ma una gran fretta di andarmene, perché ero – come al mio solito – in ritardo.

Le signore che mi stavano davanti avevano carrelli riempiti all’inverosimile, neanche stesse per arrivare una carestia.

Non ho nemmeno provato a chiedere loro  la cortesia di farmi passare, speravo bastasse il mio volto avvilito.

Quando è finalmente arrivato il mio turno, ecco arrivare con gran nonchalance  una vecchietta.

Aveva un bel po’ di spesa, ma  il fatto di essere anziana la faceva sentire autorizzata a evitare la fila. Avanzava disinvolta, sorrideva muovendo il capo, come a dire “Grazie, io passo”.

“Signora, io avrei fretta…”, ho esclamato.

Lei per tutta risposta mi ha guardata con disappunto e ha iniziato a disporre le sue cose sul nastro della cassa.

“È Natale e a Natale si può fare di più, è Natale e a Natale si può amare di più, è Natale e a Natale si può fare di più”.

Befanaccia!

L’avrei appesa alla vetrina in anticipo per il 6 gennaio.

Babbo Natale si sarà attivato per me, comunque. La cassa, infatti, si è bloccata proprio al suo conto e mentre lei era in attesa, io sono stata spicciata da un’altra cassiera.

Uscendo le ho sfoderato un sorriso che era tutto un dire.

“È Natale e a Natale si può fare di più, è Natale e a Natale si può amare di più, è Natale e a Natale si può fare di più”.

Ma la ciliegina sulla torta è arrivata qualche ora fa.

Piano di Sorrento, Corso Italia, ora di punta: sei figlio di Dio se trovi un parcheggio a pochi metri dalle tue destinazioni. Ebbene, oggi la fortuna mi ha aiutata e sono riuscita a sostare in un buon posto.

Fatte le mie diecimila incombenze, mi sono diretta all’auto e ovviamente qualcuno aveva sostato in doppia fila, giusto dinanzi a me.

“Starà nei paraggi”, ho pensato tra me, mentre caricavo buste e pacchi nel portabagagli.

Ho suonato il clacson più volte, ma non arrivava nessuno.

Sono entrata in qualche negozio delle vicinanze per cercare l’incurante proprietario del veicolo, ma niente da fare.

Ho suonato e risuonato il clacson, stavo davvero iniziando a perdere la pazienza.

“Un momento! Non vede che devo attraversare?”

Dall’altro lato della strada, un vecchietto era uscito da una pescheria e aveva iniziato ad imprecare perché gli avevo messo fretta.

“È Natale e a Natale si può fare di più, è Natale e a Natale si può amare di più, è Natale e a Natale si può fare di più”.

Non ricordo di preciso cosa gli abbia detto.

So solo che dopo avergli lanciato uno sguardo furioso mormorandogliene due in merito al mio stato di tolleranza messo a dura prova dalla maleducazione imperante, il tipo si è riversato nella sua auto per dileguarsi con una rapidità sorprendente.

Insomma, l’anziano trasgressore, messo alle strette, se l’è svignata.

Hanno tanto da puntare il dito contro le nuove generazioni, ma anche sulla terza età ci sarebbero un bel po’ di puntini sulle “i” da considerare!

Ecco, più che il ritornello, è questo il verso decisamente adatto al mio spirito natalizio!

Maelka