Quando abbiamo iniziato a lavorare al nostro progetto “PIANO…FORTE” siamo partiti da questi dati. Dati forniti dall’ISTAT e ralativi al censimento della popolazione effettuato nel 2011.

Si tratta di dati al chiaro/scuro.

Indicano un aumento della popolazione occupata sia rispetto al 2001, sia rispetto al 1991. Un aumento ancora più marcato tra le donne.

Il dato su cui ci siamo fermati a riflettere è però un altro.

Tutti i settori (agricoltura, industria e commercio) facevano registrare un decremento rispetto al decennio precedente. Tutti fatta eccezione per uno: il terziario extra-commerciale.

Insomma alle ormai risapute crisi dei primi due settori, se ne iniziava ad aggiungere una terza: quella del terziario commerciale. Un settore da tempo trainante per Piano di Sorrento, praticamente da oltre un secolo, da quando cioè alla storica attività di produzione della Piana (prevalentemente agricola) si era andata ad inserire appunto quella del traffico delle merci.

In attesa dei dati del prossimo censimento, si può agevolmente affermare che il settore del commercio è oggi ancora più in forte difficoltà. Si tratta per la verità di una difficoltà che prescinde da problematiche locali, legate in prevalenza all’evoluzione del settore sempre più orientato sulle grandi catene commerciali e sul commercio elettronico.

Sulla scorta di queste considerazioni abbiamo cominciato a valutare l’opportunità di iniziare a studiare di puntare su altri settori che poi, in maniera indiretta, avrebbero potuto trascinare quelli classici.

Il campo in questo caso ci pareva obbligato: il turismo. Non un turismo semplice, vale a dire suppletivo di quello della vicina Sorrento. Questa scelta infatti sarebbe diventata troppo influenzabile dai trend di mercato.

Occorreva puntare ad un turismo settoriale, che sfruttasse inizialmente il brand Penisola sorrentina, per entrare prepotentemente nei mercati, ma poi fosse in gradi di camminare da solo.

Tra i vari segmenti possibili (anziani, animali da affezione, giovani ecc.) l’unico più adattabile al tessuto della Città, quello cioè che avrebbe necessitato interventi minori, era quello dei bambini. Vale a dire quella fascia di età che va fino ai 12/13 anni.

Piano…Forte diventa così un progetto a misura di bambini e, quindi, a misura di futuro.

Tutti gli sforzi si dovrebbero perciò canalizzare in questa direzione. Ridisegnare la Città partendo dalla dimensione bambini che diventando il perno dell’offerta turistica.

Di qui la sterzata epocale che non può non coinvolgere tutte le forza della Città, animate da un rinnovato entusiasmo.

Abbiamo individuato il caposaldo di questa operazione nella struttura comunale di Villa Fondi. Un joint-venture con una importante multinazionale del settore giochi/animazione per trasformare l’intera area in una location espositiva/attrattiva permanente che abbia la capacità di guardare al prestigioso passato.

Questo costituisce il primo necessario passo verso questa evoluzione della Città. Risalendo da Villa Fondi lungo via delle Rose si andrebbero a rifunzionalizzare gli spazi pubblici già esistenti (campetti, parco giochi, area pattinaggio), consentendo così anche ai privati la possibilità di riconvertire le proprie attività.

Individuata questa nuova stella polare di riferimento si andrebbero a coinvolgere tecnici ed imprenditori, affinché gli interventi già previsti del Parco di via San Michele e di Piazza della Repubblica, vengano rimodulati secondo queste nuove direttive, inserendo così attrazioni, luoghi di aggregazioni, realtà virtuali ecc., utilizzando – ovviamente – anche le strutture già esistenti, prima tra tutte il Teatro delle Rose.

Da questo asse, andrebbe poi a ripartirsi via San Michele che ritroverebbe così la sua più naturale destinazione di centro storico vissuto. Un centro storico a trazione turistica che conduce sul Corso Italia e su sino ad una nuova Piazza Cota.

Insieme ad alcuni tecnici abbiamo poi ipotizzato anche un coinvolgimento delle altre aree del paese di questa rivoluzione urbanistica. L’intento è anche quello di armonizzare gli eventi di attrazione, a partire da quelli già esistenti, seguendo questa linea guida, coinvolgendo quindi le nuove generazioni.

Ovviamente, una città dei bambini, una città del futuro non potrà non essere immaginata che a misura di bambini. Con aree pedonalizzate, marciapiedi percorribili anche con passeggini, aree verdi. Scuole, servizi pubblici e mezzi pubblici adeguati a questa nuova dimensione.

In questo spazio, ovviamente ho provveduto a riassumere a grandi linee quella che è l’idea di base da sviluppare con il coinvolgimento di tutti.

La prima pietra di questo speciale laboratorio che abbiamo chiamato Piano…Forte e che  ci auguriamo possa crescere nelle settimane e nei mesi che verranno con il contributo di tutti.

Johnny Pollio