«Siamo di fronte ad un trauma collettivo. Nessuna difesa era possibile. L’evento che ci ha travolti – come avviene in ogni trauma – è stato un evento inatteso, imprevedibile, ingovernabile. Ci ha fatto sentire tutti inermi. Ma questo trauma non si può sconfiggere se non insieme. Il virus segna la morte definitiva dell’ideologia individualista. La libertà non è una proprietà individuale. Nessuno si salva da solo. La libertà nella sua cifra più alta è solidarietà. Questa è la lezione traumatica di questo virus.» (M.R.)

Sono stato ieri figlio, tra tanti, di una generazione cresciuta con la fame di pane e di libertà.

Sono oggi padre, con molti, di una generazione che cresce sazia ma ancora affamata.

Nel giorno in cui festeggiamo una guerra che non c’è più e ne combattiamo un’altra surreale e incredibile, sono consapevole che è tempo -non è mai troppo tardi- di trasformare i nostri vuoti in fame, le nostre solitudini in compagnia, i nostri sogni in progetti.

Sento che è ultima chiamata per me e la mia generazione per “liberare” la libertà dalle catene del nostro “superfluo” e scegliere l’essenziale, perché questa vita sia degna di essere vissuta.

Buongiorno a tutti… è tempo di rinascere…

Giovanni Ruggiero