Pugno duro da parte degli uffici e così questa mattina il Funzionario responsabile del IV settore, dottor Vincenzo Limauro, ha provveduto ad emettere un provvedimento con cui viene ordinato…

“Al Sig. C. F. e a chiunque altro lo occupi, di sgomberare e lasciare libero e vuoto da persone e cose l’immobile abusivamente realizzato sito alla Via delle Rose, ampiamente decritto in premessa (OMISSISS), tanto al fine di consentirne l’immissione in possesso da parte dell’Ufficio Patrimonio comunale e del Comando di Polizia municipale, nonché, ove occorra, con l’ausilio della forza pubblica, entro il termine di 60 giorni dalla notifica della presente ordinanza”.

L’atto è stato adottato alla fine di una lunga trafila che trae origine da un’ordinanza di demolizione risalente addirittura al 2009. Contro quel provvedimento fu proposto ricorso al TAR, ma nelle more – non essendo stata ottenuta la sospensiva – nel 2015 il Comune emise una ulteriore ordinanza con cui si procedeva all’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili.

Qui scattava la sorpresa.

C.F., infatti, non era il proprietario di quegli immobili, ma solo il conduttore.

Quegli immobili erano della Parrocchia di San Michele Arcangelo. Tant’è che l’ordinanza di acquisizione a patrimonio scattava anche nei confronti dello stesso Ente ecclesiastico.

A dicembre del 2017 il TAR finalmente si esprimeva su quel ricorso datato 2009 e lo rigettava, cosicché il 22 febbraio scorso il personale comunale del 4° Settore, dell’UTC e del Comando di Polizia Municipale si recavano sui luoghi per procedere all’immissione in possesso delle predette opere abusive. Il conduttore (F.C.), presente alle operazioni dichiarava di esserne  impossibilitato, in quanto gli immobili erano adibiti ad unica e sola abitazione del proprio nucleo familiare.

Di qui la nuova ordinanza.

Ci resta un solo dubbio: e la Parrocchia di San Michele?