L’avevamo già segnalato quando abbiamo pubblicato i dati resi noti dal sito del Ministero degli Interni nella mattinata di lunedì…

a Piano di Sorrento l’UDC con 355 voti ha sfiorato il 5%

Un risultato impressionante se solo si pensa che nel resto del collegio la media del Partito che fa capo a Lorenzo Cesa era pari all’1,68%.

Un risultato che andava analizzato in tutta la sua portata.

Interpretato.

Capito.

Risposta che poteva arrivare solo dall’esame delle singole sezioni. Per cercare di individuare se quel voto si era spalmato in maniera omogenea su tutto il territorio o se si reggeva su una roccaforte.

L’esame del resoconto dei verbali era chiaro.

La roccaforte è la zona alta: Trinità, Petrulo, Colli di San Pietro

  • Alla sezione numero 8 (via Cavone, Trinità, Petrulo) l’UDC con 168 voti ed il 24,12% dei voti era nettamente secondo partito alle spalle del Movimento 5 Stelle e davanti al Partito Democratico.
  • Stesso discorso alla sezione numero 10 (Colli di San Pietro) dove l’UDC raccoglieva 110 voti pari al 23,09%.

Le sorprese però non finivano qui.

  • Alla sezione numero 9, l’UDC rientrava nella norma prendendo solo 6 voti (1,03%), ma il botto lo faceva la Lega che con 159 voti rappresentava il 27,27%.

Stava nascendo il “Caso Piano di Sorrento”

Già perché a rendere ancora più eclatante il dato vi era un altro elemento. Il boom di UDC e Lega era avvenuto ai danni dei cugini di Forza Italia che alla otto raccoglievano solo 10 voti (1,5%), alla nove 33 voti (5,6%) ed alla dieci appena 4 (0,78%).

Un tracollo da pagine nazionali.

Un tracollo che non poteva essere il frutto di una casualità. Qualcuno aveva lavorato affinché tutto ciò avvenisse.

Qualcuno non forte, ma fortissimo. Perché aveva fatto tutto questo praticamente di nascosto.

Un segnale politico impressionante che poteva provenire solo da “animali” politici di razza pura. Grandi collettori di voti. Autentiche potenze di fuoco.

Un segnale interno all’attuale compagine amministrativa o un messaggio proveniente dai famosi ex?

In entrambi i casi – in considerazione della distribuzione “geografica” – si doveva trattare di veri e propri ras della parte alta.

Nel primo (interni all’attuale compagine amministrativa), l’indiziata numero 1 era l’attuale capogruppo di maggioranza Marilena Alberino. Nel secondo (ritorno degli ex) non poteva non essere che l’ex vice-Sindaco Salvatore Cappiello.

Mai come in queste circostanze tertium non datur.

Senza voler mettere in discussione l’appeal elettorale dei due però, ci sembrava davvero un’impresa titanica quella fatta.

Insomma dei dubbi, anzi molti dubbi restavano.

Così dopo lunghe ed affannose ricerche siamo riusciti a trovare l’unico che poteva essere in grado di porre in essere questo “miracolo carottese”.

L’attuale Sindaco Vincenzo Iaccarino?

Nooooooo!

Il pleni-potenziario vice-Sindaco Pasquale D’Aniello?

Nemmeno!

Rossella Russo?

Noooooooo!

L’ex Sindaco Giovanni Ruggiero?

Non ci siamo proprio.

Il ras della parte alta, il grande collettore di voti, l’autentica potenza di fuoco altri non è che…l’ufficio elettorale del Comune di Piano di Sorrento.

Hanno sbagliato.

Hanno invertito i numeri e così li hanno inviato alla Prefettura che a sua volta li ha trasmessi al Ministero.

I dati di UDC e Lega in realtà erano i dati di Forza Italia.

Tutto qui.

Cose che capitano, ora si stanno brigando per correggerle.

Mistero risolto.

“Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità”

                                                                                                                              Sherlock Holmes