“Bordello divino?”, chiedo conferma del titolo del quadro alla sua autrice, Orsola Tramontano.

“Sì, gli dei affollano tutta la tela, c’è una gran confusione!”, mi risponde lei, mentre sorseggiamo il caffè.

Siamo al bar Cheri di Sant’Agnello, dove già da diversi giorni sono esposte svariate sue opere, tra cui appunto “Bordello divino“.

Ho scelto proprio questo grande dipinto per scrivere di Orsola, come promessole durante le riprese del video per la prima puntata di “Regina di Quadri”, quando lei aveva pescato la carta vincente, assicurandosi appunto un articolo dalla sottoscritta.

Nel servizio video, del resto, la prima opera a comparire è proprio “Bordello Divino“. Era appoggiato alla parete della cucina dell’artista ed era ancora in fase di realizzazione.

“In realtà, ho pescato la carta vincente perché ne ho visto l’immagine in controluce!”, mi aveva confessato lei, sorridente, una volta ultimate le riprese, a telecamera spenta.

“Non fa niente, è sempre un piacere scrivere di te”, le avevo risposto.

Ed è vero. Orsola ha un modo di fare capace di infondere allegria.

Ho avuto modo di conoscerla per altre iniziative espositive, già prima del servizio video per “Regina di Quadri“: quando parla è un fiume in piena e dalle sue parole prorompono energia e vitalità, proprio come dai suoi quadri, segnati da un’accesa vivacità cromatica e da una giocosa ironia. All’aura ludica si aggiungono poi gli innumerevoli spunti culturali e riflessivi che animano di continuo la sua quotidianità e che da lì fluiscono quindi nella  pittura.

Bordello divino“, per esempio, fa parte di una serie di opere che indagano sulla “dimensione altra”, su quel mondo spirituale che gli antichi Greci immaginavano nel loro credo politeistico, nei miti e nelle leggende di fondazione.

E sono proprio gli dei dell’Olimpo greco ad affollare la grande tela, uno a ridosso dell’altro; le forme si aggrovigliano tra loro in una successione di linee e colori in cui man mano si riconoscono volti e  simboli delle divinità.

Zeus  (Giove) domina la parte alta, a sinistra, con la sua espressione  austera. In un gioco di linee sinuose che contornano profili, chiome vaporose e barbe, trovano posto poi la bella Afrodite (Venere), il timoroso Eros (Cupido), la regale Era (Giunone) e ancora un solenne Ermes (Mercurio)  ed un Efesto (Vulcano) meditativo, che se pur con gli occhi chiusi, trasmette un’alta carica emotiva: sarà che per realizzarne l’immagine la pittrice si è ispirata ai volti dei suoi due figli.

La parata di dei continua nella parte centrale del dipinto con Dioniso (Bacco) ed i suoi grappoli d’uva; una sofisticata Demetra (Cerere), la cui chioma si confonde con il manto brunastro del grottesco Minotauro; in alto, si scorge poi il profilo vagamente sorridente di Sileno, che affianca un imponente Poseidone (Nettuno), nella cui barba trova posto una sirena. Più in basso, c’è invece il profilo corrucciato di Leto (Latona), con i capelli sormontati dalle rane, chiara allusione al mito secondo cui la donna avrebbe trasformato in ranocchi i pastori che le impedirono di bagnare nello stagno i figli Apollo e Artemide (Diana). Quest’ultima compare nella parte più destra, tra Atena (Minerva), Pan ed Eolo (Zefiro).

A concludere la scena, al margine, le tre Moire, (le Parche), le divinità che “tessono” il destino umano, dalla nascita alla morte, qui raffigurate con forbice e filo, come a sancire la separazione tra il regno degli dei e quello terreno.

Due mondi di cui Orsola tenta di ridurre le distanze lasciando appunto dialogare alcune sue opere con lo spirituale, con la “dimensione altra”. Attraverso queste immagini  vivaci e scanzonate, la pittrice sottolinea infatti il bisogno di lasciar entrare il sacro nel quotidiano, nella nostra vita di tutti i giorni.

Come nella serie di piccole tele con Santi, adesso in esposizione in un altro bar della costiera, il bar Veneruso, a Sorrento. In questo allestimento i lavori sono accompagnati da didascalie relative alle vicende dei personaggi raffigurati. Così mentre ammiriamo i volti stilizzati di Santa Rita, Santa LuciaSan Gennaro, Santa Chiara, Padre Pio e San Paolo possiamo anche apprendere tanti aneddoti e curiosità.

Il tutto in un trionfo di colori e di linee sinuose al perenne servizio di uno spiccato ed originale gusto per l’effetto decorativo, protagonista indiscusso dei dipinti della Tramontano.

Mariaelena Castellano

(Per la visione del video con l’intervista ad Orsola Tramontano, realizzato per la rubrica “Regina di Quadri“, CLICCA QUI).