Anche quest’anno, puntuale come una bolletta della luce, è arrivata l’ordinanza anti-botti emessa dal Sindaco Piergiorgio Sagristani. Un atto dovuto nei confronti di animalisti ed ambientalisti boccaloni che subito sono accorsi a spellarsi le mani.

Quest’anno, però, l’ordinanza finisce con l’essere una presa per il culo anche superiore a quella degli altri anni.

Infatti,  se per il passato nessuno se ne sbatteva perché a mezzanotte – sotto il fuoco incrociato modello Baghdad ai tempi di Desert Storm – trovare un tutore dell’ordine pubblico in strada che ti sanzionava era giusto un po’ più difficile che trovare un litro di acqua incontaminata nel Golfo del Pecoriello quest’anno sarà anche peggio.

Quell’ordinanza non solo sarà inutile, ma persino inefficace.

Già non avrà valore.

Perché?

Perché l’albo pretorio non funziona e quindi non può essere pubblicata come prevede la legge.

Non ci credete?

Allora ve lo facciamo dire direttamente dal Legislatore, quello che ha scritto la numero 69 del 2009:

In realtà, come sovente in Italia, la data del 1° gennaio 2010 è stata poi prorogata al 1° gennaio dell’anno successivo. Sta di fatto che da otto anni ormai se un atto non viene pubblicato all’albo on-line non è efficace nei confronti dei destinatari. Perché nessuno può averne la cosiddetta legale scienza.

Allora come si fa?

Allora o domani mattina il Sindaco Sagristani corre ai ripari e trova il modo per far funzionare il sito oppure si mette casa casa e si fa controfirmare l’ordinanza da tutti i cittadini. Tuttavia, visto che i botti potrebbe spararli anche chi non abita a Sant’Agnello, dovrà anche istituire un posti di blocco su tutte le vie di accesso in modo da far conoscere l’ordinanza anche a chi si trova solo a soggiornare o transitare sul territorio santanellese.

C’è un altro oppure, il più probabile, quello che domani sera si spari comunque a cantero imperiale.

Tanto l’importante è l’apparenza e quella, dobbiamo essere sinceri, viene sempre salvaguardata.