Vi millantate blogger e giornalisti ma non siete diversi dai paesani che si contentano delle altrui disgrazie “murmuliando”. Complimenti, ce l’avete fatta, sono sicuro che il vostro blog ha dato un importante contributo alla causa, insinuando dubbi ed alimentando maldicenze. La procura ha fatto il resto, dimostrando e continuando a dimostrare un’incompetenza più unica che rara. In primis perché si accorge solo a lavori ultimati di fare un controllo e bloccare tutto (Ricordiamo che finora tutti gli eventuali reati ipotizzati restano appunto nella sfera delle ipotesi, non vi è nulla di ufficialmente provato, cosa che invece voi del blog date per certo avendo già emesso sentenze e condanne) e in secondo luogo perché nonostante la procura sia al corrente del disagio di 53 famiglie (anche se fa finta di non vedere e di non sentire) tarda a far luce sulla vicenda, motivo per il quale gli assegnatari ieri hanno manifestato. Chiudere le indagini. Voi del blog millantate di battervi per difendere il territorio, mi viene però da chiedervi cosa sia per voi il territorio, se si tratti del mero suolo o se delle persone che vi abitano. Non perdiamoci di vista.

Avevo ripromesso a me stesso di non tornare più ad occuparmi della vicenda housing sociale di Sant’Agnello. Non c’era motivo per farlo, anche perché ora se ne sta interessando la Magistratura. 

Dopo l’ennesimo attacco ricevuto, ovviamente sempre anonimo, mi sento in dovere però di venir meno però a quella promessa. 

M’aggio scucciato!

Allora voglio mettere, una volta e per tutte i puntini sulle “i”. Risponderò all’anonimo (anche se la fonte è molto poco anonima), affinché capiscano gli altri.

Tutti gli altri!

Il Clan di Bertoldo iniziò ad occuparsi della vicenda housing sociale nel luglio del 2017. Basta mettere la parola housing nella finestra “cerca” della home page ed il sito vi omaggerà di migliaia e migliaia di parole. Ore di studio e di ricerca.

Una lavoro immane. Un lavoro iniziato ancor prima che nascesse questo blog. 

Ancora prima che le case venissero realizzate.

Ancora prima che i famosi “53” provvedessero a sottoscrivere i loro bei contratti preliminari di acquisto.

Da subito, e ripeto da subito, abbiamo evidenziato tutto quello che poi la Procura ha successivamente riscontrato.

Palla di cristallo?

Nooooooooooo, semplice attenzione nel leggere le carte.

Perché lo facemmo?

Per senso di Giustizia.

GIU – STI – ZIA!

Quella Giustizia che oggi i “53” si ricordano di invocare a gran voce e che all’epoca nessuno, a parte noi, si presa la briga nemmeno di sussurrare.

Giustizia nei confronti di altri “53”.

I “53 sfigati.

I “53” dimenticati da tutti.

Dalla politica, dalla stampa, dai concittadini, dalla stessa Giustizia e, forse, persino da Dio.

I cosiddetti ultimi, quelli cioè che non hanno alcun diritto, nemmeno quello di piangere.

Una sorta di appestati, i paria di casa nostra. 

Quelli che avevano creduto che quelle case che il Sindaco di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani annunciò di voler realizzare sarebbero un giorno potute essere le loro.

Quelli che non solo non avevano e non hanno una casa, ma non hanno nemmeno la possibilità di poter pagare 150 mila euro sull’unghia.

Quelli che non hanno nemmeno la possibilità di potersi permettere un mutuo in banca per altri 150 mila euro.

Quelli che cioè avevano creduto che quelle case sarebbero state CASE DI EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE.

Quelli che non hanno amici e parenti con conoscenze “importanti”.

Quelli che non rientrano tra le forze dell’ordine.

Quelli che insomma sono nati per prenderselo in quel posto sempre e comunque.

Ecco è per loro, sebbene nessuno di noi rientri in quella categoria, che abbiamo iniziato questa battaglia.

In tempi non sospetti.

In questi tre anni siamo stati derisi, offesi, umiliati e quant’altro, ma noi – a testa bassa – abbiamo continuato la nostra battaglia per i senza voce, per gli appestati per i paria di casa nostra.

Intanto i lavori andavano avanti, mentre il costruttore inesorabilmente scorreva la graduatoria.

Tu non hai soldi?

Allora calcio in culo e vai cagare, avanti il prossimo, perché quell’housing non era solo case da realizzare, ma anche un importante business da portare a termine.

Milioni di dindini da incassare, alla faccia dei pezzenti e degli sfigati.

Noi però sempre lì a scrivere e a batterci per i “paria”, nell’indifferenza generale.

Poi il colpo di scena, la Procura finalmente apre gli occhi. Si accorge che qualcosa davvero non andava. Non se ne accorge solo lei, se ne accorge anche il Giudice per le indagini preliminari ed anche il Tribunale del Riesame.

Ecco che la derisione, le offese e le umiliazioni all’indirizzo del nostro Blog e della mia persona si trasformavano in accuse, maledizioni e persino minacce.

E’ colpa nostra.

Nostra che abbiamo creduto nella Giustizia sin dal primo minuto, non di coloro che di quella Giustizia se ne sono strafottuti sin dal primo minuto.

Nostra che abbiamo difeso i “pezzenti”, quelli che non hanno diritto a niente, non di chi si è preso gioco di quei “pezzenti”, di quelli che non hanno diritto a niente.

Allora se le cose stanno così questa colpa ce la prendiamo con fierezza e la gridiamo ai quattro venti. Se questa colpa significa aver ridato la speranza a quei “53” scopati fuori da una società impietosa allora…

…Viva la colpa.

Johnny Pollio