Ve lo ricordate cosa disse l’attuale vice Sindaco Giuseppe Gargiulo circa un anno fa in merito alla tariffa dei rifiuti?

No?

Ve lor ricordiamo noi (leggi qui).

Era il marzo del 2018, poche settimane prima del voto, e Gargiulo all’epoca titolare della delega alla “munnezza” annunciò tutto trionfante che…

“E’ prevista una leggera diminuzione della TARI, dovuta all’approvazione nello scorso Consiglio comunale del piano finanziario dell’anno 2018 che prevede una riduzione dei costi dovuti dal nuovo appalto del servizio che decorrerà dai prossimi mesi”.

In effetti non disse una palla, allora era la verità.

L’anno scorso, infatti, l’Amministrazione, grazie al nuovo bando approvato, prevedeva una riduzione del costo del servizio. Per il 2019 l’intero ciclo dei rifiuti sarebbe dovuto costare 1.745.750 euro, 60 mila euro in meno dell’anno prima.

Sarebbe, ma non è stato.

Infatti nel nuovo bilancio, approvato pochi giorni fa in Giunta, si è scoperto che il costo per la munnezza, nel 2019, sarà pari ad € 1.872.864.

Alla faccia del bicarbonato di sodio: un vero record.

130 mila euro in più di quanto promesso l’anno scorso. Certo c’è da dire che ora della spazzatura non si occupa più Gargiulo, ma il Consigliere delegato Giuseppe Coppola, ma cambia poco. L’Amministrazione sempre quella è.

C’è da dire anche che sulla lievitazione della spesa complessiva ha influito l’aumento dei costi delle discariche, questo però si sapeva, era nell’aria. Allora perché promettere?

Certo, c’erano le elezioni.

Venendo in soldoni questi costi aggiuntivi verranno ovviamente spalmati sull’utenze, sia quelle domestiche che quelle non domestiche.

In che misura?

Ad esempio per un appartamento standard di 100 metri quadrati si pagherà circa 10/15 euro in più rispetto all’anno precedente, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Più articolato, invece, il discorso per le utenze non domestiche.

Ogni 100 mq di superficie di attività, l’aumento sarà di circa 70 euro per alberghi, uffici e negozi di beni durevoli; 80 euro in più per parrucchieri barbieri ed estetisti; circa 400 euro in più per i ristoranti, pub e pizzerie; 300 in più per bar e pasticcerie; 200 in più per i generi alimentari e addirittura circa 500 euro in più per fiorai, pescherie ed ortofrutta.