E’ stato il nuovo segretario generale del Comune di Sant’Agnello, il dottor Valerio Costabile a consentire al Sindaco Piergiorgio Sagristani ed ai suoi di darsela a gambe davanti alla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle. Una mozione tesa a disciplinare gli orari di apertura del campo di via dei Pini. Ne abbiamo le prove e ve le mostriamo.

Eccole:

In pratica, volendo tradurre in termini pratici, il dottor Costabile ha dichiarato che quella mozione non poteva essere discussa in quanto l’oggetto sarebbe tra quelli non rientranti nelle competenze del Consiglio comunale e, quindi, la sua discussione avrebbe potuto comportare l’annullabilità della eventuale delibera che l’avrebbe approvata.

Una volta ottenuto questo incredibile assist il presidente dell’assise Gennaro Rocco, ha brindato con il resto della maggioranza, facendo sapere che la mozione non poteva essere discussa ed approvata.

Missione compiuta.

Fuga riuscita.

Ciò che ha scritto però il nuovo Segretario pendolare di quello che alcuni definiscono il mitologico Comune di Massagnello ha dell’inverosimile. Roba da far venire l’orticaria a chiunque abbia almeno una volta nella sua vita assistito ad una fetente di riunione, anche solo dell’assemblea dell’associazione Scapoli sfigati.

Costabile, in poche righe, ha riscritto le regole del diritto assembleare.

Vediamo perché.

Partiamo dall’origine: che cosa è una mozione.

Non scomodiamo manuali di diritto particolarmente ricercati, la cosa è semplice semplice. La trovate pure su wikipedia che la definisce così:

In Italia, la MOZIONE è un testo sottoposto al voto in un’assemblea elettiva(Camera, Senato Consiglio regionale, ecc.) teso ad indirizzare la politica del Governo (o della Giunta, nel caso degli Enti locali) su un determinato argomento.

È quindi il principale strumento dell’attività di indirizzo politico degli organi rappresentativi nei confronti del potere esecutivo.

Questo è tutto.

Un atto politicamente rilevante, ma giuridicamente non vincolante. Con una mozione i Consiglieri – nel caso dei Comuni – chiedono al Sindaco ed alla Giunta di fare una determinata cosa. La si chiede al Sindaco ed alla Giunta proprio perché non rientra nelle competenze dei Consiglieri, altrimenti non si presenterebbe una mozione, ma una proposta di delibera. Un atto cioè che sarebbe vincolante giuridicamente e non solo di impegno politico.

Davvero elementare.

Veniamo al secondo punto: cosa chiedevano i Consiglieri comunali di minoranza nella loro mozione?

Abbiamo anche questo documento.

Eccolo:

Chiedevano né più e né meno di quello che scrive persino wikipedia. Di impegnare…

…il Sindaco e la Giunta adottare i seguenti provvedimenti.

Se fosse passata quella mozione Sindaco e Giunta avrebbero dovuto adottare quei provvedimenti, ma con atti propri ovviamente. Se non lo avessero fatto non sarebbe accaduto nulla di giuridicamente rilevante, sarebbe solo accaduto che Sindaco e Giunta non avrebbero rispettato l’indirizzo politico impartitogli dal Consiglio: tutto qui.

‘Na mezza figura di merda e basta, altro che annullabilità paventata da Costabile.

D’altronde, non è la prima volta che si votano mozioni simili. A Sant’Agnello ad esempio nel novembre scorso (epoca in cui Costabile non faceva ancora il pendolare per la verità) il Consiglio respinse una mozione presentata sempre dal Movimento 5 Stelle che chiedeva questo:

Come vedete cambiava l’argomento ma non la sostanza. Sarebbero dovuti sempre essere Sindaco e Giunta ad adottare i provvedimenti necessari. Infatti in quel caso, l’allora Segretaria generale Loredana Lattene non si fece venire il male e non disse niente. La mozione fu regolarmente discussa e poi respinta.

Quale è quindi la differenza?

Costabile la pensa diversamente dalla Lattene?

No, nemmeno questa può essere una valida spiegazione.

Spostiamoci quindi a Massalubrense e scorriamo lo storico dell’albo pretorio. Pizzichiamo il verbale della seduta di Consiglio comunale del 5 novembre del 2015. All’ordine del giorno vi è una mozione presentata dal gruppo di minoranza Insieme per Massa.

Eccola:

Anche in questo caso cambia l’argomento, ma la sostanza non cambia. Si chiede di impegnare politicamente Sindaco e Giunta a produrre atti non di competenza del Consiglio.

E’ ‘na mozione!

La mozione massese fu serenamente discussa e bocciata dalla maggioranza. Il Segretario generale massese non si fece venire alcun male. Sapete però chi era quel Segretario generale?

Non ci crederete: era sempre il dottor Valerio Costabile.

Costabile, evidentemente, a Massa ha delle teorie e ad Agnello ne ha delle altre.

Possibile?

Certo che è possibile, quando una cosa accade – anche se apparentemente sembra impossibile – diventa automaticamente possibile.

Resta però un quesito non ancora irrisolto.

Perché Sagristani ed i suoi non hanno voluto discutere e respingere quella mozione?

Ve lo dobbiamo dire noi?

Non lo avete capito da soli?

Respingerla avrebbe significato accontentare le folle oceaniche adunatesi in sala e nel corridoio, ma nel contempo anche scontentare i cittadini residenti nell’area adiacente al Campo di via dei Pini. Quei cittadini però, quando sono chiamati alle urne, hanno pur sempre il loro diritto di impugnare la matitina e mettere il proprio scippo sulla scheda elettorale.

Meglio lavarsene le mani: darsela a gambe. Almeno c’è la scusa che il Movimento 5 Stelle aveva presentato una mozione farlocca…secondo il diritto di Agnello ovviamente.

j.p.