RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

Solo il pronto intervento degli uomini della Capitaneria di Porto e le condizioni atmosferiche ottimali con mare calmo e assenza di vento hanno evitato che la vasta chiazza si propagasse al di fuori della baia.

Numerose le telefonate giunte in mattinata alla segreteria del WWF Terre del Tirreno per segnalare come il mare di Sant’Agnello sotto l’Hotel Cocumella avesse cambiato colore. All’arrivo sul posto i volontari del WWF documentavano la vasta chiazza di idrocarburi. Sul posto, assieme al Primo cittadino e al consigliere delegato per la polizia municipale, i gommoni della guardia costiera erano già al lavoro per addensare la nafta in galleggiamento e predisporre le panne di contenimento.

Dalle prime indagini parrebbe individuato il responsabile del disastro: un peschereccio utilizzato per il trasporto dei materiali per l’allestimento dello stabilimento balneare dell’Hotel Cocumella!!!

Da un veloce sopralluogo è apparsa evidente inoltre la situazione di inquinamento degli scogli da materiali ferrosi arrugginiti del vecchio stabilimento in dismissione accatastati in balia del mare.

“Assieme all’ambiente si è danneggiata anche l’immagine di tale pittoresco sito e degli stessi esercenti balneari che si auspica vorranno costituirsi parte civile, assieme all’associazione ambientalista, negli eventuali procedimenti penali che deriveranno da tali fatti. Desta sconforto constatare come a causare tutto ciò parrebbe essere stato il più antico albergo a 5 stelle della Penisola Sorrentina, il Grand Hotel Cocumella, immerso in un parco secolare a picco sul mare … un’attività turistico ricettiva che si definisce a ragione “un’isola nella penisola” e che dovrebbe fare della qualità e del rispetto dell’ambiente la sua mission! E’ probabile che lo stesso albergo si dichiarerà parte lesa nei confronti dell’impresa incaricata di effettuare le operazioni di trasporto materiali via mare.”

Claudio d’Esposito