In linea con lo spirito pragmatico del proprio tempo, fondato su un ragionato rigore speculativo, le architetture gotiche svettano maestose a sfidare i cieli d’Europa, nutrite di quell’ardita fantasia visionaria del Medioevo e, al tempo stesso, proiettate all’ormai vicina Età Moderna attraverso la messa a punto di nuove metodologie operative.

Ardite guglie, scattanti volte ogivali protese verso inedite altezze, agili archi rampanti inerpicati su mura traforate da variopinte vetrate: ogni elemento architettonico pulsa di un proprio  anelito di vita dialogando con tutte le altre parti dell’edificio in una pittoresca realtà scenografica.

La luce, consacrata come suprema espressione divina, s’insinua fascinosa tra le fitte decorazioni plastiche per rifrangersi in vibranti giochi chiaroscurali permeati da una vitale tensione luministica.

Le possenti volumetrie romaniche si frantumano ora in più esili e leggiadre strutture, ricamate tra loro da una fitta trama decorativa.

Queste conquiste sono rese possibili da un’evoluzione costruttiva che si avvale di accurati studi tecnici. Vengono ripresi elementi già conosciuti in Età Romanica, adesso utilizzati per finalità ben precise.

L’adozione dell’arco a sesto acuto e della volta a crociera ogivale costolonata consentono un maggiore slancio e una più sistematica distribuzione dei pesi, così come all’esterno l’arco rampante permette di scaricare lateralmente  le spinte delle coperture, dirottate verso il basso con l’ausilio di svettanti pinnacoli.

   Elementi dell’Architettura Gotica

Grazie all’uso sistematico di queste applicazioni, le architetture gotiche conquistano slancio, leggerezza e vitalità, trovando un idoneo banco di prova nella costruzione o nel rifacimento di monumentali cattedrali, le cui realizzazioni spesso richiedono tempi molto lunghi.

L’innalzamento di una cattedrale si pone come un’impresa collettiva che coinvolge l’intera città disegnandone il volto spirituale, architettonico e simbolico.

Si privilegia la scelta della pianta longitudinale a tre o cinque navate, con un transetto poco sporgente e un ampio coro provvisto di deambulatorio e cappelle radiali. Nell’alzato, la presenza del matroneo viene meno per far posto al triforio e al claristorio.

All’esterno, accanto ad archi rampanti, contrafforti, guglie, torri e pinnacoli, trovano posto vigorosi decori plastici: i portali sono spesso sovrastati da ghimberghe e strombature decorate a rilievo, le colonne talvolta diventano slanciate statue dalle vesti  gonfie di ricchi panneggi, mentre il rosone si ingrandisce per ospitare elaborate orditure ornamentali.

Queste innovative scelte strutturali e decorative prendono avvio in Francia, nei dintorni di Parigi, quando nella metà del XII secolo, con la ricostruzione della chiesa abbaziale di Saint-Denis si introducono nuove tecniche architettoniche fondate sull’uso dell’arco ogivale e sull’esaltazione dei valori luministici.

     Chiesa abbaziale di Sainte-Denis – interno

Nascono così i nuovi stilemi gotici che man mano prendono piede nel resto della Francia, fino a diffondersi, nel corso del Duecento, anche in molti paesi europei.

Tra i primi esempi di gotico francese, la cattedrale di Notre Dame di Parigi, nonostante i danni e i rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, a cui si aggiunge il rovinoso incendio del 2019, rivela ancora il suo originario fermento edilizio, come si può cogliere dai vigorosi archi rampanti che costellano la struttura.

            Cattedrale di Notre Dame, Parigi

Un’altra testimonianza di questa prima fase del linguaggio gotico, sempre in Francia, è fornita dalla cattedrale di Amiens e da quella di Notre Dame di Chatres, entrambe caratterizzate da  piante complesse e articolate, racchiuse nei raffinati preziosismi decorativi delle facciate.

Queste soluzioni così innovative trovano terreno fertile nell’area centro-settentrionale dell’Europa, come attestano le appariscenti architetture della cattedrale di Colonia e di Strasburgo, in Germania, o i sontuosi decori della cattedrale di Canterbury in Inghilterra.

                     Cattedrale di Colonia

In Italia, invece, il gotico assume una connotazione più moderata, sia per il tenace attaccamento del nostro paese alla tradizione paleocristiana e romanica, sia perché a introdurre questa nuova corrente artistica nei confini italiani sono gli ordini religiosi, che ne propongono una versione sobria, meno incline a virtuosismi decorativi e a slanciati verticalismi.

Un chiaro esempio di questo compromesso è offerto dalla Chiesa dell’Abbazia di Fossanova, nel Lazio, e dalla Basilica di San Francesco ad Assisi(*).

Spostandoci a Orvieto, il Duomo di Santa Maria Assunta mostra una significativa apertura ai modi decorativi gotici nell’esuberante rivestimento scultoreo e pittorico della facciata, mentre la trama architettonica risponde a scelte prettamente ornamentali, risultando dunque priva delle funzioni strutturali messe a punto nell’Ile-de-France.

Una simile configurazione stilistica anima anche il Duomo Siena, che, innalzato a partire dal 1226,  presenta un aspetto ancora massiccio, sia per l’adozione delle arcate a tutto sesto che stroncano lo slancio delle alte colonne di sostegno, sia per la bicromia geometrica, tipica del romanico toscano.

L’edificio si avvicina, però, al più sfarzoso gusto gotico d’Oltralpe nella sontuosa decorazione scultorea che riveste la facciata, opera dell’artista Giovanni Pisano. Manca, tuttavia, quell’intima connessione tra ornamenti plastici e architettura, così come non si ravvisa un’impostazione unitaria nello stacco tra la più movimentata parte inferiore, caratterizzata dai forti aggetti e dai decisi giochi chiaroscurali delle strombature dei portali, e la parte superiore, segnata da scelte decorative meno dinamiche.

Sempre a Siena, tra la fine del Duecento e la metà del Trecento, si realizza l’elegante Palazzo Pubblico, mirabile esempio di architettura civile gotica italiana.

La struttura presenta un taglio fortemente orizzontale che si oppone allo sviluppo verticale della Torre del Mangia, denominata così dal soprannome dell’uomo incaricato di suonare le ore.

Un altro ricercato contrasto si palesa nella scelta dei materiali impiegati: in pietra l’ordine inferiore della struttura, segnato dal susseguirsi di caratteristici archi senesi, in laterizio i piani superiori, scanditi dalla presenza di bifore e trifore. 

Il Palazzo senese, nella sua sobria impostazione armonica, coronata da una caratteristica merlatura guelfa, si pone come fulcro della scenografica piazza principale della città, dalla singolare forma a conchiglia conferitale nella prima metà del XIV secolo.

Restando in Toscana e nell’ambito dell’architettura civile, segnalo inoltre il Palazzo della Signoria a Firenze, conosciuto anche come Palazzo Vecchio.

Sorto su resti di edifici preesistenti, si presenta come un massiccio parallelepipedo rivestito a bugnato, assumendo un aspetto più fortificato, in relazione al clima politico della città, meno stabile rispetto a quello della vicina Siena.

Il volto architettonico fiorentino si distingue anche per rilevanti edifici religiosi innalzati in questa fase, quali la Basilica di Santa Croce, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore e la Basilica di Santa Maria Novella, dove l’adozione di soluzioni goticheggianti viene stemperata da una fiera resistenza ai più tradizionali repertori romanici e paleocristiani.

Altri esempi di questo compromesso stilistico sono forniti dalla Basilica di Sant’Antonio a Padova, dalla Chiesa di San Francesco a Bologna e dalla Chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli. Nelle tre strutture, infatti, l’innovativa presenza di un coro con deambulatorio contornato da cappelle radiali sovrastate da volte ogivali costolonate richiama il gusto francese del tempo, a cui non fa tuttavia riscontro un’analoga scelta per le restanti parti architettoniche, in cui permane la più moderata tendenza artistica italiana.

Un caso a parte nel panorama dell’architettura gotica italiana è, infine, rappresentato da Venezia, che mantiene anche in questa fase il suo distacco culturale dal resto della Penisola per dialogare con l’Oriente. Così nel sontuoso Palazzo Ducale, iniziato nel 1340, elementi gotici quali archi acuti e pinnacoli si combinano a raffinati motivi decorativi attinti dalla tradizione orientale.

Se è vero che il linguaggio gotico ben risponde alle esigenze di sfarzo della Serenissima, trovando nuova linfa nell’incontro con gli stilemi islamici e bizantini, è altresì vero che anche in questo contesto non si riscontra un consapevole impiego delle innovazioni architettoniche d’Oltralpe, svuotate per l’ennesima volta della loro autonoma funzione strutturale.

Una più convinta adesione ai modi gotici nel nostro paese si realizzerà soltanto nel cantiere del Duomo di Milano, le cui vicende costruttive s’inseriscono, però, nella successiva fase artistica del cosiddetto Gotico Internazionale, di cui avremo modo di parlare nelle prossime lezioni.

Mariaelena Castellano

IMPARIAMO I TERMINI

Arco a sesto acuto: Arco tipico dello stile gotico europeo (ma già conosciuto nell’architettura islamica), avente un profilo  costituito da due archi di cerchio intersecantisi in modo da formare un vertice alla sommità. Detto anche “ogivale” per la forma a ogiva.  L’arco a sesto acuto presenta dei vantaggi rispetto all’arco a tutto sesto, in particolare in merito alle spinte del proprio peso e dei carichi gravanti su di esso che cadono più vicino alla base del piedritto, (la struttura verticale di sostegno) facendo sì che si possa fare a meno di grossi spessori murari.

Volta a crociera ogivale costolonata: La volta a crociera ogivale è  una particolare volta a crociera composta da due o più archi di sostegno (costoloni o nervature) che incrociandosi diagonalmente nella chiave formano quattro o più vele (scomparti regolari). Il peso delle vele si scarica prima sui costoloni, poi sui pilastri.

Arco rampante: Arco con i livelli di imposta situati ad altezze differenti, tipico dell’architettura gotica, dove è utilizzato per contenere le spinte laterali svolgendo un’azione di controspinta.

Guglia: Elemento decorativo verticale esterno, di forma piramidale o conica, posto a coronamento di campanili, contrafforti, torri. Se è la continuazione di un pilastro si chiama pinnacolo.

Il pinnacolo risponde in genere a una funzione strutturale, poiché il suo carico fa confluire verso il basso le spinte orizzontali provenienti da archi e volte.

Deambulatorio: detto anche ambulacro, è un corridoio posto intorno al coro e all’abside, caratteristico dell’architettura romanica e poi di quella gotica. Ha pianta curva o poligonale ed è spesso circondato dalle cappelle radiali, ossia da un sistema di cappelle disposte a raggiera attorno all’abside, solitamente in strutture romaniche o gotiche destinate alla devozione verso i santi.

Triforio: In architettura il triforio è una galleria ricavata nello spessore murario, posta sotto le finestre del cleristorio e situata sopra le navate laterali di una chiesa attraverso una sequenza di loggette. È presente in alcune chiese romaniche e soprattutto nelle cattedrali gotiche d’Oltralpe, abbinato o in sostituzione alla struttura affine del matroneo, dove però la galleria aveva dimensioni maggiori e correva per tutta la larghezza della navata laterale.

Claristorio: o cleristorio, è il livello più alto della navata in una basilica romana o in una chiesa romanica o gotica. Il suo nome si deve al fatto che la sua traforazione di finestre permette al chiarore della luce di illuminare l’interno dell’edificio. Era già stato usato dai Romani, in ciò probabilmente influenzati dall’architettura ellenistica, nelle basiliche, nelle terme o nei palazzi. Le volte a crociera dell’architettura gotica concentrano il peso e la spinta del tetto, liberando spazio sui muri consentendo aperture più ampie del claristorio.

Ghimberga: altissimo frontone appuntito, a volte sovrastante l’archivolto di un portale, o di un portico, ma in generale posto a coronamento di una nicchia. La ghimberga è tipica dell’architettura gotica ed è spesso  affiancata da due pinnacoli laterali.

Archivolto: cornice liscia o decorata che segue l’andamento dell’arco sia sulla fronte, sia sull’intradosso.

Strombatura:  termine usato in edilizia e in architettura nella descrizione di porte, finestre e archi per indicare che lo stipite è tagliato in obliquo verso l’interno o l’esterno, fino a formare una sezione trapezoidale.

Arco senese: arco a sesto ribassato (ossia arco in cui l’altezza è minore della metà della larghezza) inserito in un arco a sesto acuto. Elemento tipico dell’architettura senese, probabilmente derivante da una lontana tradizione orientale, forse egizia.

Merlatura: Il merlo è un elemento tipico dell’architettura militare medievale. Si tratta di ciascuno dei rialzi in muratura eretti a intervalli regolari, che coronano le mura perimetrali di castelli, torri difensive, palazzi, ecc. L’insieme dei merli viene detto merlatura. Nell’edilizia medievale si distinguono tradizionalmente i cosiddetti merli guelfi o ghibellini.  I merli guelfi hanno la sommità squadrata, mentre i merli ghibellini hanno la sommità “a coda di rondine”.

Bugnato: Paramento murario esterno di un edificio, formato da conci sporgenti lavorati, detti bugne. Può essere a base quadrata o rettangolare; liscio, se le bugne hanno contorni netti e superficie levigata; rustico, se le bugne sono rozzamente sbozzate; a punta di diamante, con bugne di forma piramidale.

DENTRO L'OPERA

(*) BASILICA DI SAN FRANCESCO  – Assisi  (1228-1253 circa)

Nel 1228, dopo appena due anni dalla morte,  Francesco, fondatore dell’ordine religioso che da lui prende nome di francescano, viene canonizzato.

Nello stesso anno, nella città del Santo, Assisi, prende anche avvio la costruzione della basilica a lui dedicata.

Si tratta di un edificio che assolve da subito al compito di simboleggiare il fervore con cui viene venerato Francesco, figlio di un ricco mercante e rinunciatario dei beni e degli agi paterni a favore di uno spirito caritatevole e pauperistico.

Viene così innalzata, alle falde del Monte Subasio, una chiesa a una navata, la cui aggiunta, due anni dopo, di una seconda aula collocata a un livello superiore implica la sostituzione delle capriate lignee con volte ogivali a crociera adibite a funzione di sostegno.

I due ambienti si configurano diversamente, poiché rispondono a funzioni differenti: più mistica e raccolta la basilica inferiore, destinata alla preghiera; più luminosa e ampia quella superiore, destinata alla predicazione.

In ambedue i casi la pianta a croce commissa con breve transetto presenta un’unica navata scandita in quattro campate voltate a crociera e terminante in un’abside semicircolare per la chiesa inferiore, poligonale per quella superiore.

La parte inferiore, equiparabile a una grande cripta, pur essendo ancora improntata al romanico per la contenuta altezza e per le mura più spesse, si può comunque considerare un esempio di architettura gotica per la funzione portante degli elementi e per il pronunciato stacco dei costoloni dalle vele delle volte.

Decisamente più vicina allo spirito gotico risulta, però, la Basilica Superiore, dove le ampie vetrate istoriate del claristorio, il finto triforio del transetto e i pilastri a fascio con esili colonnine sono in linea con le soluzioni dell’Ile-de-France.

La maggiore altezza che la contraddistingue rispetto allo spazio sottostante viene, tuttavia, smorzata dalla presenza del cornicione che si snoda lungo le pareti ad altezza mediana, suggellando quella continua ricerca -tutta italiana- di equilibrio tra verticalità e orizzontalità.

Anche all’esterno permane questa volontà di compromesso: se la facciata a capanna e il massiccio campanile ci riportano di nuovo al romanico, gli archi rampanti,  il rosone traforato e il doppio portale archiacuto rispondono al più evoluto gusto degli stilemi d’Oltralpe.

La Basilica viene consacrata nel 1253 ricevendo ulteriori interventi nei decenni successivi. Le cappelle laterali della Chiesa Inferiore, per esempio, risalgono al XIV secolo, mentre il celebre ciclo di affreschi della Chiesa Superiore viene realizzato nella seconda metà del XIII secolo.