L’operazione rimpasto è ormai archiviata per il Sindaco Giuseppe Cuomo, ma le rogne restano; anzi sembrano addirittura essere aumentate.

Il nodo da sciogliere infatti, dopo aver sistemato le caselle nell’esecutivo cittadino, resta sempre quello della Presidenza del Consiglio comunale. A spingere per andare a ricoprire quel ruolo è da tempo Luigi Di Prisco. La sua elezione però non può che passare da un eventuale passo indietro dell’attuale Presidente: l’avvocato Emiliostefano MarzuilloMarzuillo, per la verità, ha fatto sapere che già da un anno ha dato la propria disponibilità a dimettersi, in un ottica di rotazione degli incarichi tra i vari gruppi.

Il problema a questo punto sembrerebbe non esserci, invece c’è.

Perché il passo indietro di Marzuillo non sarebbe per favorire l’elezione di Di Prisco, ma per ridiscutere l’eventuale successore tutti insieme. Insomma non è detto che debba essere Di Prisco il prossimo Presidente del Consiglio comunale.

Ecco quindi che il problema si ripresenta.

Allora per accontentare le velleità di Di Prisco nelle ultime ore si è cercato di esplorare una nuova strada. Secondo arcane formule matematiche, si è provato ad elevare il numero degli assessori in Giunta, passando dagli attuale cinque posti addirittura a sei.

Una soluzione che francamente al momento non riusciamo a capire sulla base di quali presupposti tecnico-matematici possa essere adottata, in ogni caso si tratta di una soluzione che non risolve un bel niente.

Infatti, ammesso e non concesso, che i calcolatori comunali dovessero arrivare a consentire questo vero e proprio miracolo amministrativo scatterebbe un altro busillis. L’eventuale sesto assessore, per il rispetto della normativa sulle quote rosa, dovrebbe essere una donna, con la conseguenza che Di Prisco ancora non una volta non verrebbe accontentato.

Insomma il mazziere Cuomo ha sapientemente distribuito le carte della Giunta, ma sembra sia rimasto ugualmente incartato.