Lo avevo scritto pochi giorni prima del voto: sarà ballottaggio tra Mario Gargiulo e Massimo Coppola, con un vantaggio di poche centinaia di voti a favore del primo e con Marco Fiorentino completamente fuori dai giochi.

Qualcuno mi aveva accusato di voler giocare a fare il chiromante per questo.

Invece no, lo si respirava nell’aria.

Insomma, tutto previsto.

L’unica cosa che non era stata prevista era che quel piccolo scarto c’era, ma era a favore di Massimo e non di Mario. Evidentemente qualcosa si è inceppato nella sfera di cristallo o, molto più probabilmente, le restrizioni del COVID hanno continuato a fare danni, limitando le attività dei segugi del voto.

Cambia poco, però. Il senso resta quello: l’Amministrazione guidata dal Sindaco (ancora per due settimane) Giuseppe Cuomo è stata sonoramente mazziata dai sorrentini

Innanzitutto è ampiamente minoranza nel paese e già questa è una novità, ma poi ha visto crollare i volti che maggiormente la rappresentavano. Su tutti l’assessore Maria Teresa De Angelis che alla fine ha racimolato la misera cifra di 178 voti. Una miseria, cinque anni fa ne aveva raccolto 645. Non va meglio agli altri assessori: l’avvocato Emilio Moretti si ferma a 111, Gargiulo Mariano scende da 214 a 175, Fiorentino Lorenzo da 158 a 134. Federico Cuomo che assessore non lo era, ma che di fatto gestiva tutto il comparto del sociale, passa da 435 a 353. Gli unici che tengono botta, anzi che crescono anche un po’ sono Rachele Palomba, ne aveva 236 ne ha presi 245 e l’immarcescibile Mariano Pontecorvo che viaggia fisso sui 230. Più significativa, invece, la crescita dell’ex Presidente del Consiglio comunale Emilio Stefano Marzuillo, salito da 211 a 269, e forse non è un caso che era ex.

Poco, troppo poco per fare la differenza, soprattutto quando si ha un candidato Sindaco che tira ancora meno delle liste. Un candidato Sindaco, come Mario Gargiulo, da subito etichettato come l’erede investito da Cuomo.

Il suo uomo.

Certo è vero, anche Massimo Coppola, prima di alzare i tacchi e sbattere la porta, era stato per nove anni alla corte di Peppiniello, c’è un però. Poi ne ha preso le distanze, non ne ha preteso l’investitura, anzi a differenza di Mario l’ha rifuggita.

Tanto è bastato ai sorrentini per affidarsi a lui. Anche perché l’alternativa sarebbe stata fare un salto in un passato ancora più passato: Marco Fiorentino. Anzi, e qui potrebbe esserci un’altra possibile chiave di lettura, Massimo Coppola ha catturato anche quei voti anti-Cuomo che sarebbero dovuti andare proprio a Fiorentino. Ha cominciato cioè ad incassare in anticipo quanto puntava di prendere al ballottaggio. Non a caso, Marco Fiorentino ha raccolto appena sessanta voti in più delle sue liste. Non hai trainato un bel niente, cinque anni fa ne aveva portato oltre duecento in dote.

Questo significa che la partita è chiusa?

Tutt’altro, la partita è ancora più aperta di prima. 

Massimo Coppola è passato da inseguitore a lepre, quando al traguardo mancano pochi chilometri e la lepre di prima (che ora insegue) non solo ora sta con il sangue agli occhi, ma ha tutti i mezzi a disposizione per colmare quel gap, anche perché amministra.

Saranno quindici giorni, ma ormai anche meno, di fuoco. Quindici giorni in cui promesse, e non solo, si decuplicheranno. 

Quindici giorni, insomma, in cui Massimo Coppola ed i suoi gregari non possono permettersi il lusso di rifiatare, di sedersi nemmeno un attimo. Debbono sempre stare su, ritti sui pedali.

Perché ora lo sanno tutti che hanno il vento in poppa.

Perché ora qualcuno quel vento proverà a fermarlo, o dirottarlo, in ogni modo.

Perché come si dice a Napoli: ‘A córa è ‘a pèggio a scurtecà!

j.p.