Non è facile organizzare la didattica in maniera attiva, incanalando i saperi in una direzione di creatività e di sinergie disciplinari.

Ci sono le corse contro il tempo, i programmi da portare avanti, le verifiche, gli approfondimenti, i recuperi.

Non è facile, ma è fondamentale provarci.

Ecco allora che gli orari tra i colleghi s’incastrano, le lezioni s’interrompono per qualche minuto e ci si ritrova nell’androne dell’istituto per realizzare delle riprese,  spostare quadri per gli scenari,  proporre idee e suggerimenti  per arricchire i contenuti di un lavoro didattico dove poesia, arte, musica e recitazione dialogano in un’innovativa forma di apprendimento.

Si è svolta così la messa in opera di “Nessun parli“: gli studenti delle classi IV FT e VFS del Liceo Artistico e Musicale “F. Grandi” di Sorrento si sono improvvisati attori per girare un video inerente la celebre lauda del “Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi.

Nessun parli“: né voci, né parole ad alimentare la sequenza della visione.

A scorrere sono  soltanto le espressioni dei volti, alternate ad immagini artistiche e filmiche che si susseguono accompagnate dalle potenti note dell’Ave Maria schubertiana e del brano “O Fortuna” di Carl Orff.

Un crescendo di greve tensione musicale poi smorzata dai più soavi ritmi del profondo lirismo di De André con “Tre madri“, a cui fanno seguito le delicate melodie di “The sound of Silence“.

Da questo amalgama di sinergie creative, nasce un’opera densa di spunti interpretativi, di simbologie e di richiami, dove il passato della Passione di Cristo s’intreccia al nostro presente, fatto di aule, banchi e cellulari; dove la sofferenza della Madonna dialoga con il dolore delle madri di oggi, fino a riscoprire il messaggio di speranza portato da ogni nascita.

In realtà questo lavoro risale allo scorso anno scolastico: è nato da un’idea della mia collega Fata Spinelli, docente in Lettere,  ed era stato  realizzato per prendere parte all’iniziativa promossa dal MIUR ed intitolata “Il mio nessun parli” .

Il video, però, a causa di imprevisti di natura burocratica, alla fine non ha partecipato ad alcuna selezione.

Qualche settimana fa, mentre ero intenta a spiegare Van Gogh ai ragazzi di V FS, Fata mi ha chiesto di ospitare nell’aula anche la IV F: giusto  il tempo di rivedere tutti insieme questo filmato, di cui io, approdata al Grandi soltanto da qualche mese, ignoravo l’esistenza.

I girasoli e i cipressi di Van Gogh hanno dunque ceduto la schermata della LIM a “Nessun parli” e alle  concitate  scene girate dai ragazzi qualche mese fa.

Pochi ma intensi minuti di proiezione, fatti di un’interpretazione viva  e di musiche coinvolgenti.

Davvero un bel progetto. Peccato per la mancata partecipazione al concorso…

“Non ci sono altre iniziative a cui poterlo inviare?”, ho chiesto alla collega.

A quanto pare no.

Allora lo pubblicheremo qui, sul Talepiano, nella sezione “Arte e cultura“.

Presto detto, presto fatto.

Abbiamo inoltre approfittato di questa opportunità per girare nuove scene elaborando ulteriori spunti riflessivi.

Così, la versione aggiornata di “Nessun parli” sarà visibile su questo blog, da domani, 8 dicembre.

La scelta del giorno non è casuale.

La ricorrenza del dogma dell’Immacolata Concezione, con cui si celebra la nascita senza peccato originale della Beata Vergine, offre il pretesto per parlare di Lei, spostando, però, l’attenzione dalla sua essenza divina a quella sfera più intimamente umana, che tanto la avvicina ai fedeli.

La toccante interpretazione di  Claudia Zarrella  è  infatti quella di una Madre sofferente, che pur accettando il disegno del Padre, se ne sente sopraffatta.

Il Nunzio, impersonato da Francesco Saverio Gargiulo , è l’austero portavoce di tutte le umiliazioni patite dal Cristo e attraverso il suo racconto si snoda il drammatico percorso della Passione.

L’androne della scuola diventa allora la piazza dove il popolo inveisce contro il Nazareno,  che in questa nuova versione è rappresentato da una donna, l’allieva Sarah Gambardella,  “inchiodata” su una sedia a rotelle, perché il Cristo crocifisso rivive anche in tutte le  ingiustizie ed i soprusi subiti dalle categorie sociali più deboli.

A nulla valgono le suppliche della Madonna, a nulla servono i suoi disperati tentativi di persuadere la massa, di fermarne le urla e gli insulti diretti all’amato Figlio.

Il popolo di ieri, quello che preferì salvare Barabba; il popolo di oggi, quello che filma con un cellulare anche i momenti più tragici.

Passato e presente s’intrecciano nei deliri e nelle fragilità umane.

A pochi metri da questa folla scalpitante, ovvero dagli studenti delle due classi, un gruppo di adulti – impersonato da noi docenti – non partecipa alla scena, si estranea dai fatti.

Ognuno è preso dal proprio microcosmo di vizi e vanità, incurante di quanto ha attorno.

Abbiamo imparato a convivere con le grandi problematiche sociali che infestano la nostra realtà; anche le più crude  immagini di fame e disperazione non fanno più notizia, restano lì dove sono, congelate in quest’aura d’indifferenza.

L’inserimento nel filmato di un pubblico più maturo, volutamente contrapposto all’attivismo giovanile, mira dunque ad  evidenziare  i comportamenti  spesso inadeguati di chi dovrebbe invece fornire un indispensabile ruolo di guida.

Tra l’agitato delirio del popolo e il disinteresse dei “Farisei” si consuma l’umana sofferenza di Maria, che nella lauda di Jacopone svela la sua più intima essenza, in quella che si può definire una sorta di “Passione della Vergine“.

Il suo è però un dolore composto, monumentale, rassegnato.

E´ il dolore della prescelta, della Madre del Salvatore.

E´ un’agonia destinata ad acquietarsi, come è giusto che sia, per cedere il passo alla celebrazione della vita.

Perché la vita continua, sempre e nonostante tutto.

Continua nella scelta del finale di questo video, dove a vincere su tutto è il messaggio di speranza legato all’idea di maternità.

Un epilogo dove il grido della rinascita vince sul silenzio della morte.

Mariaelena Castellano

(Per la visione del video CLICCARE QUI)