Care ragazze e cari ragazzi,

dopo giorni e giorni di attesa ci troviamo ancora a dover esercitare il nostro diritto allo studio in una scuola dove la situazione igienica è a dir poco degradata.

La nostra dirigente si è impegnata tanto per risolvere questa situazione, trovando svariate soluzioni. Però come al solito lo stato italiano, con gli illimitati processi burocratici che impone per la gestione delle pubbliche amministrazioni, ha costretto noi studenti a frequentare contesti scolastici indescrivibili.

È arrivato il momento di mostrare e rendere pubblico il nostro dissenso, la scuola è come una seconda casa per noi e non possiamo accettare di vederla in queste condizioni.

Occupare la scuola, fare un sit-in o comunque cercare di manifestare nei locali scolastici sarebbe un’azione scriteriata, priva di senso, dobbiamo rendere chiara l’idea che in una scuola ridotta così noi non ci vogliamo stare.

Per questo motivo chiediamo a tutti i ragazzi del liceo di non entrare domani a scuola in forma di protesta.

I Rappresentanti

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E’ il testo di una sorta di comunicato che è circolato nella giornata di oggi tra gli studenti del Liceo Scientifico Gaetano Salvemini.

Il primo dato che balza agli occhi è che a firmarlo sono degli “anonimi” rappresentanti, non si capisce neanche bene se di classe o di istituto. Ad inviarci il comunicato è stato un genitore, preoccupato ma anche un po’, diciamolo chiaramente incazzato.

Incazzato non solo per quanto denunciato dai ragazzi, ma anche per il comportamento delle istituzioni scolastiche.

Il Liceo Scientifico (e per esso la dirigente scolastica) oltre ad eventuali tasse dovute per l’ iscrizione e la frequenza alle lezioni che non rientrano nella “frequenza dell’ obbligo” chiede il versamento di un contributo (che in quanto tale non è dovuto, ma quasi universalmente versato) per varie attività.

E’ stata la premessa fatta dal genitore, una premessa che ha introdotto un quesito davvero interessante:

Ora io mi domando. Se questi soldi (NON DOVUTI ANCHE SE L’APPARENZA INGANNA) debbano essere utilizzati per attività secondarie (acquisto riviste, attività extra-didattiche, etc.) o meritino di essere impiegate per una emergenza igienico sanitaria come quella che si configura. Parafrasando mi domando (in maniera eufemistica): è più giusto usare i fondi per pulire i cessi o è meglio andare a fare una escursione??? Ho reso il concetto?????

In effetti il concetto lo ha reso ed anche bene, anzi talmente bene che lo facciamo nostro e lo giriamo a chi di competenza. Anche perché, come si evince dai moduli per l’iscrizione all’istituto, viene richiesto alle famiglie un contributo extra che oscilla tra i 75 ed i 130 euro annui.

A questo punto è vero che la Città Metropolitana, rispetto all’emergenza ha sicuramente le sue responsabilità, ma è altrettanto vero che chi dispone di fondi propri (come in questo caso il Liceo Scientifico di Sorrento), anziché utilizzarli prioritariamente “in pizza e fichi”, potrebbe anche qualche volta pensare di comprare un rotolo di carta igienica

Insomma forse, gli anonimi “rappresentanti” avrebbero fatto bene a scioperare non solo contro le lamentate inadempienze della Città Metropolitana, ma anche contro la dirigenza scolastica.