Greta Thunberg, 16 anni appena compiuti, ambientalista. Pochi giorni fa ha portato nelle piazze di tutto il mondo milioni di ragazzi. Qualcuno ha pensato addirittura a candidarla Premio Nobel per la Pace.

Claudio d’Esposito, 50 anni e più, anche lui ambientalista. Nelle piazze, però, a stento riesce a portarci il suo inseparabile “pandino rosso”. Qualcuno più volte ha pensato persino di spaccargli la faccia.

Sembra strano, eppure è così.

Eppure Greta e Claudio si battono per le stesse identiche cose. La difesa di quella Madre Terra continuamente sacrificata sull’altare dello sviluppo, del progresso e della ricchezza.

Eppure Greta è un’eroina, Claudio un “maledetto”.

Perché?

Purtroppo la risposta è una: Greta combatte contro un nemico astratto, una sorta di invasore alieno che minaccia Madre Terra.

Claudio invece no. Lui – come i tanti Claudio e Claudia che ci mettono la faccia sui territori – ogni giorno sfida “nemici” concreti. 

Politici, funzionari, imprenditori, tecnici; ma anche bracconieri o semplici cittadini senza scrupoli.

Claudio non crede agli alieni e quindi denuncia tutto, tutto quello che attenta a Madre Natura. Traffico, smog, rifiuti abbandonati, sversamenti di liquami, abbattimenti di alberi, colate di cemento.

Tutto di tutto.

Claudio, e quelli come lui, colpiscono gli interessi nostri e quelli dei nostri amici.

Claudio, e quelli come lui, non fanno sconti.

Claudio è il Poliziotto della natura, come lo definisce mio figlio Luca HilarioQuello che sta tutti i giorni in prima linea.

Claudio da anni mette in pratica ciò che Greta oggi sta solo teorizzando.

Per questo Claudio è “maledetto”.

Allora?

Allora ben venga Greta l’Eroina, se può servire al mondo a darsi una scossa, ma teniamoci stretti i tanti Claudio se davvero ci teniamo al futuro dei nostri figli.

Insomma ricordiamoci, qualche volta, di schierarci anche dalla parte dei “Poliziotti degli Alberi”.

Johnny Pollio