Mentre il presidente del “Talepiano” è in vacanza a godersi il meritato riposo estivo, io resto operativa, almeno fino al Ferragosto.

Ci sono ancora due lezioni di Scacco all’Arte con la Prof da ultimare: fanno parte dei compiti estivi assegnati ai miei studenti  e quindi non si prevede tregua estiva al prosieguo della rubrica!

Tra una lezione e l’altra può poi inserirsi qualche altro argomento e non è detto sia sempre riferibile al settore “Arte e Cultura”, di cui mi occupo in questo blog.

Per esempio, oggi voglio raccontarvi del mio controverso rapporto con la gestione delle “quattro ruote” e di un lieto fine per le noiose incombenze in merito.

Potrà sembrare un articolo di promozione pubblicitaria diretta all’efficiente servizio di un’autofficina locale, ma non è così. Si tratta piuttosto di una riflessione  indirizzata a tutto il variegato mondo del lavoro, in merito alla necessità di esercitare la propria professione con  passione ed onestà.

Due ingredienti fondamentali. Pensate alla possibilità di un mondo dove ogni lavoratore sia onesto ed appassionato del suo mestiere: sarebbe senz’altro un mondo migliore.

Ma andiamo con ordine.

Tra i luoghi comuni destinati all’universo femminile spiccano  quelli riguardanti il complesso binomio donna-automobile.

“Donna al volante, pericolo costante”, in primis.

Non sono poi da meno le immagini stereotipate sulla negligenza  del gentil sesso in fatto di manutenzione dell’autovettura.

In tutta onestà, io rientro appieno in questo profilo di lady disattenta al da farsi per un’ottimale gestione della propria auto.

Per fortuna esiste la spia della benzina a ricordarmi dei necessari e continui rifornimenti di carburante, ma quanto a tutto il resto l’anarchia regna sovrana.

Ammettiamolo, possiamo vantarci di essere campionesse nella nostra affannosa e travagliata quotidianità multitasking, incastriamo professione, lavori di casa e commissioni di tutti i tipi, ci occupiamo dei figli e delle loro incessabili richieste, corriamo di qua e corriamo di là senza sosta, ma le nostre macchine passano sempre in secondo piano.

In questo ambito, salvo rare eccezioni, per noi donne – ma anche per qualche uomo, siamo sinceri –  a prevalere è la noncuranza.

Io, in particolare, sono un caso davvero disperato.

Qualche mese fa ho bucato e dalla conseguente sostituzione della gomma danneggiata è emerso che andavano urgentemente cambiate anche le altre tre.

Il vetro è sporco? Puntualmente manca l’acqua per detergerlo.

L’anno scorso sono stata fermata ad un posto di blocco e ho scoperto, cadendo dalle nuvole, che avevo la revisione scaduta da un pezzo.

Un paio di settimane fa, inoltre, mi è arrivata la comunicazione della Regione Campania sul mancato pagamento del bollo. Eppure ero convinta di averlo pagato!

Per non parlare del controllo dell’olio e dell’acqua del radiatore…

L’altro giorno, dopo aver parcheggiato nel cortile di casa, mi sono resa conto di alcune macchie rilasciate dall’auto sul lastricato.

“Sarà l’acqua dell’aria condizionata”, ho pensato.

Dopo qualche ora, però, le macchie erano ancora lì, scure, dense … oleose.

Scoperta fatta ovviamente di sabato.

“Ok, lunedì si vedrà il da farsi”, mi dico.

Arriva il lunedì e con l’inizio della nuova settimana giungono anche tanti impegni, con il solito multitasking  sempre presente.

Intanto le macchie oleose aumentano e mi ricordano la noiosa incombenza del dover portare l’auto a controllo.

Già, ma da chi?

Quando non si ha un meccanico di fiducia diventa tutto più complicato e questo vale per qualsiasi settore: dalla sanità ai servizi di ogni tipo.

Esco alla ricerca di un’officina, confidando nella buona sorte della scelta casuale.

Le prime due di cui ricordo l’esistenza sono chiuse. La terza ha un gestore super affaccendato che mi liquida con un bel: “No, oggi sono pieno, passi la settimana prossima!”

In questi casi urge chiedere consiglio, magari si ha la fortuna di interpellare qualcuno che dia una buona indicazione.

Così, dopo diverse raccomandazioni del tipo: “Non andare in quel centro, sono cari e disonesti”, oppure: “Non saprei chi consigliarti, io ho sempre avuto brutte esperienze”, m’imbatto anche in un’amica, che con gran convinzione mi suggerisce di portare l’auto al Centro Renoult Service, a Sant’Agnello.

“Sono bravi, onesti e non  fanno aspettare”, esclama.

Perfetto, la mattina seguente mi fiondo lì.

Il proprietario dell’autofficina mi viene subito incontro. Ha un’aria bonaria e pur essendo in piena attività lavorativa, appare sereno. Dopo aver appreso la problematica, gli bastano pochi secondi per verificare la mia totale inadeguatezza in quanto a manutenzione dell’auto.

“Da quanto tempo non cambia l’olio al motore?”

“Ehms… non ricordo!”

“La macchina è come il nostro corpo: ha bisogno di cure e controlli continui”, mi dice con garbo.

“Se gestita bene, un’auto dura di più”, aggiunge, prima di trascrivere il mio recapito telefonico. Mi ricontatterà in tarda mattinata per il ritiro.

Dopo un paio di ore sono già lì: all’auto sono stati aggiunti olio ed acqua, la perdita di olio è stata riparata e si è proceduto anche ad altre sostituzioni necessarie.

Non solo. Prima della consegna della vettura, il proprietario, il signor Vincenzo Cappiello, con modi pacati e gran pazienza, mi  dedica del tempo per fornirmi l’abc di una corretta gestione meccanica, indicandomi i controlli necessari e anche alcuni trucchi del mestiere.

Ed io, che son sempre stata allergica al tutto, inizio ad addentrarmi nel misterioso mondo degli ingranaggi del motore e quasi quasi mi sembra di capirci qualcosa!

Il titolare riesce a trasmettere l’entusiasmo per il suo mestiere, gli si legge negli occhi.

“Mi ha anche impartito una lezione di meccanica, grazie!”, esclamo.

“Vede, io mi ritengo soddisfatto quando il cliente è contento. L’altro giorno è venuto un ragazzo a portarmi l’auto e mi diceva di ricordare quando da piccolo veniva qui  insieme a suo nonno. Faccio questo lavoro da tanti anni ed è bello avere il riconoscimento dalle persone”.

E tra i tanti riconoscimenti avuti nel tempo, il signor Vincenzo avrà anche la mia benedizione.

“Scriverò di lei e della sua officina”, gli dico, prima di congedarmi.

Salgo al volante con una marcia in più: da oggi al mio ricco multitasking si aggiunge anche una consapevole gestione dell’auto. E chi mi fermerà? Fate largo, il mondo è mio!

Mariaelena Castellano