Questa sera, spaparanzata come sempre nella “postazione cuscino”, non riesco a prendere sonno.

Rimugino sulla mia ultima disavventura.

Sapevo prima o poi sarebbe successo.

Speravo, però, in un “poi” molto lontano nel tempo. Eccomi, invece, alle prese con lo smarrimento di un foglio di fondamentale importanza.

Era di colore giallo, per non passare inosservato in caso si fosse perso.

Io i disastri li prevedo, a quanto pare; per non parlare della mia straordinaria capacità di autogufarmi.

Di questo importante foglietto giallo, ne avevo un’altra copia, messa in un posto al sicuro, in modo da trovarla subito, sempre tenendo conto della possibilità di perdere l’originale.

Ovviamente non ricordo in quale posto sicuro dimori il prezioso duplicato.

Mi capita spesso. Preservo qualcosa dal caos e poi dimentico in quale anfratto l’abbia potuto custodire.

Dopo aver rovistato ovunque, mi rassegno all’evidenza: ho perso entrambi i fogli.

I fogli dove avevo scrupolosamente annotato tutte, ma proprio tutte, le password in mio possesso. Con i relativi username e pin, ovviamente.

Un’infinità di accessi mi saranno negati, finché non troverò una soluzione a questo disastro.

Ho come la sensazione di trovarmi di fronte ad una porta chiusa con un lucchetto di cui ho appena perso la chiave.

Continuo a pensare e ripensare a dove abbia usato l’ultima volta il mio indispensabile foglio del color del sole.

“Esagerata! Scegli un’unica password per tutti i casi, no?”, mi aveva detto proprio l’altro giorno un’amica, mentre consultavo il famigerato cartoncino giallo.

La solita tipa con le arie da saputella, ma che in realtà parla a vanvera, per intenderci.

Come si fa ad avere un’unica password se Tizio la vuole con almeno 8 caratteri, di cui uno maiuscolo, senza né numeri, né simboli speciali, mentre Caio ne esige una con 6 caratteri, di cui tre numerici e almeno uno speciale?

L’unica soluzione, per tutti, è imparare ad avere a che fare con i dati richiesti, confidando nelle proprie capacità gestionali. E, mi vien da aggiungere, nella buona sorte di non smarrire le scartoffie attestanti la buona organizzazione…

“Non disperare, c’è il recupero delle password con la risposta alla domanda segreta!”, mi ricordava oggi una collega.

Ho provato anche questa strada, ma si è rivelata impervia, tanto da farmi pensare sia più rapida la procedura di reimpostazione del tutto.

Per la risposta alla domanda segreta, bisogna infatti ricordare non solo la parola chiave, ma anche se è stata fornita con caratteri maiuscoli o minuscoli.

Più ci penso, più mi innervosisco.

Non è possibile dover impiegare energie e tempo per queste procedure così … così noiose ed inutili!

E non mi riferisco soltanto al recupero dei dati smarriti. Penso a tutto lo stress quotidiano nel dover digitare di continuo questa miriade di codici; penso a questo gran dispendio di risorse mentali sprecate per un sistema tutt’altro che pratico.

Siamo in Italia, del resto. Il paese della burocrazia obsoleta ed invasiva, che infesta il buon funzionamento delle cose.

Riaccendo la lampada e afferro un libro dal comodino.

Di dormire, a quanto pare, non se ne parla, ma se la  mente approda alle grandi problematiche del bel paese, preferisco rifugiarmi nelle fantasiose avventure di un romanzo.

Maelka